A lezione di Zeman

Quando decidi di intraprendere un viaggio, per assistere ad una partita di una squadra allenata da Zdenek Zeman sai che non sarà un’esperienza come le altre, non una semplice giornata allo stadio e chi conosce il personaggio sa di cosa si sta parlando  perché lo ami o lo odi, lo capisci o non lo capisci sei comunque catapultato, nel postpartita, in discussioni che sembrano quelle che fai all’esterno di un cinema dopo aver visto un film d’autore.

a-lezione-di-zeman

Non è stata una serata come le altre nemmeno quella di lunedì 26 maggio a Lucca, dove non era prevista una partita ma un aggiornamento tecnico per allenatori con Zeman organizzata dall’AIAC all’Hotel Guinigi alle 20:30. Nessuna entrata trionfale, il maestro boemo è in piedi, un po’ defilato, tra la folla di allenatori, tesserati e appassionati accorsi e mentre qualcuno lo avvicina timidamente si avvia verso la “cattedra” per incominciare  quella che, come immaginavo, non sarebbe stata una vera e propria lezione di calcio teorico, perché lui non ama insegnarlo così, ma sul campo, quel campo che è da sempre la sua casa, quella casa che negli ultimi anni è stato costretto ad abbandonare troppo spesso o per troppo tempo. Si alza in piedi per pochi istanti, non prima di aver regalato a tutti la sua tipica alienazione quando il presentatore, D’Arrigo, gli chiede tre volte: “Mister cominciamo?” silenzio tombale e sguardo nel vuoto, eccolo è Zeman mi emoziono e nessuno si preoccupi non è come fu per Andreotti dalla Perego anni fa, nel Boemo è segno di vitalità infatti ritorna in se e chiede: “Chi comincia?” inevitabile sorridere e capire che si sta per assistere a qualcosa di unico, forse quanto l’uno contro tutti di Carmelo Bene da Costanzo nel ’94 perché Zeman ha avuto lo stesso impatto innovativo e culturale nello sport quanto Bene nel teatro, entrambi hanno diviso il pubblico e soprattutto la critica. Il video di introduzione in suo omaggio racconta in pochi minuti la sua ultima e pura Zemanlandia, Pescara 2011/12, gol e azioni con sottofondo musicale che quando termina, lui, un po commosso, si alza ed esclama:

Volete farmi piangere ma tanto non ci riuscite!

Ed ecco che si avvicina alla lavagna per disegnare quello che ormai è nel mito, il suo 4-3-3, triangoli, movimenti, catene e terziglie ma pochi segreti svelati:

É il mio calcio, non dico che è il migliore ma è mio e ve ne voglio parlare. Ha fatto parte della mia vita e sono partito da una base che era quella del calcio danubiano, modulo 4-3-3, bello da vedere e dava lezioni, ma io ci ho messo dentro calcio olandese che aveva più movimenti e organizzazione.

Il discorso si fa ancora più interessante quando affronta il luogo comune che da anni ormai grava sulla sua fase difensiva:

Si dice sempre che ho la difesa scarsa e che non la alleno, ma se la squadra finisce l’azione nell’area avversaria perché deve fare 80 metri all’indietro per sistemarsi quando attaccanti possono pressare alto e accorciare sui difensori? A loro non piace tanto andarci, ma se ci vanno riescono a rubare palla, infatti i numeri dicono che anche se ho preso molti gol le mie squadre hanno sempre rubato più palloni quindi la mia idea è che difendo meglio degli altri. E’ una mia idea e non dovete prenderla per vera perché sono una persona come voi e porto le mie idee.

Dopo l’affascinante introduzione al suo modulo torna a sedersi e la serata va avanti per concetti e ironia tagliente perché come lui afferma è importante partire da una base, non scimmiottare nessuno e portare le proprie idee nel calcio e crederci, sperando di avere la sua fortuna nell’avere tempo a disposizione per sperimentare e la capacità di migliorare i calciatori trasmettendo valori e mentalità. Gli applausi sono tanti e aprono la parte dedicate alle domande e provo a farne una io:

Mister oggi si predilige molto l’allenamento con la palla, secondo lei si può attuare il suo modulo con questo tipo di preparazione?

E aggiungo la mia idea che un certo Benitez, unico allenatore di vertice secondo me che si avvicina alla sua mentalità, con le dovute differenze appunto di modulo e preparazione, impiega un esterno d’attacco (Insigne) ad un’estenuante fase difensiva, la risposta è interessante:

Secondo me si può fare ma la mia idea di preparazione è quella di migliorare le qualità dei singoli perché se fai velocità con la palla è una cosa e senza ne è un’altra. Di Insigne non mi devi parlare perché gli allenatori del Napoli mi dicono che è un mostro e lo obbligano a fare sta fase difensiva, a lui che è piccolo riesce più facile pressing alto che copertura, non copre nemmeno la sua ombra!

La platea sorride e io insisto:

Come si fa a far a capire ai giocatori l’importanza dei suoi allenamenti quando si lamentano?

Lui risponde con battuta:

Difficile, i giocatori vogliono fare torello

La platea ride più forte ed è li che capisci come di Zeman si sappia forse quasi il contrario di quello che in realtà rappresenta nell’immaginario collettivo:

La stampa si divide in quella che capisce e non capisce: quella che non capisce fa danni grandi e se avessi preso più caffè avrebbero scritto meglio di me, ma non ho mai voluto lo facessero per quello

Non è tenero nemmeno con la stampa estera:

Guardiola ora è scarso perché non ha vinto la Champions, ma per me rimane il migliore oggi perché il Bayern non gioca come faceva con Barcellona!

E’ in formissima e pronto ad una nuova avventura, parla eccome il Boemo:

Mi si dice che parlo poco ma lo faccio per evitare di dire stronzate!

Si respira energia positiva, chi ama il calcio aspetta una nuova Zemanlandia perché che vinca o perda il calcio ne ha bisogno, perché non esiste sport che non preveda anche la sconfitta e spesso si dimentica che le armate boeme hanno conosciuto la vittoria dove vincere era l’ultima cosa possibile.

Summary
A lezione di Zeman
Article Name
A lezione di Zeman
Description
Non è stata una serata come le altre quella di lunedì 26 maggio a Lucca, dove era previsto un aggiornamento tecnico per allenatori con Zeman organizzata dall’AIAC all’Hotel Guinigi alle 20:30.
Author
Publisher Name
Gruppo Zeman
Publisher Logo